Archivio mensile:agosto 2008

Squarcio personale

Oggi, dopo almeno dodici anni, la mente vaga sperduta, tra poesie e poeti.
Scopro che una delle frasi più belle e più care, ahimè, non era del Foscolo (di cui adoro Alla Sera), ma di quello sfigato, puzzolente Leopardi, che tuttavia ha scritto come nessun altro:
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia.

(Giacomo Leopardi, la sera del dì di festa).

E poi, ovviamente, quel mio animo mezzo ribelle, mezzo giullare, e anche mezzo cretino (in senso serio, serissimo), se ne va alla “Verità” del Giuseppe Gioacchino Belli:

La Verità è ccom’è la cacarella,
che cquanno te viè ll’impito e tte scappa
hai tempo, fijja, de serrà la chiappa
e stòrcete e ttremà ppe rritenella.

E accusí, ssi la bbocca nun z’attappa,
la Santa Verità sbrodolarella
t’essce fora da sé dda le bbudella,
fussi tu ppuro un frate de la Trappa.

Perché ss’ha da stà zzitti, o ddí una miffa
oggni cuarvorta sò le cose vere?
No: a ttemp’e lloco d’aggriffà ss’aggriffa.

Le bbocche nostre Iddio le vò ssincere,
e ll’ommini je metteno l’abbiffa?
No: ssempre verità: ssempre er dovere.

E che dire?
Direi che il Belli mi è sempre piaciuto, per via di questo suo modo, umile e tagliente, di riportare i nobili coi piedi per terra, e ricondurre tutto, della umana esistenza, a pochi semplici regole e sistemi.

Ma perchè, tutto questo?

Perchè mi accorgo (e qui subentra lo “squarcio” personale, inteso come “squarcio in cui far intravedere qualcosa a tutti voi, ma solo per qualche secondo”) che le cose, da qualche anno, scorrono veloci, e che forse, tra qualche tempo, sarà il caso di fermarsi un attimo, e riprendere in mano i discorsi della vita.

Non ci avete capito una mazza? E ci credo. E’ solo uno squarcio. :-)

A parte scherzi: credo di aver bisogno di riflettere più spesso, e forse anche di vivere qualche momento in pace con me stesso. Sento il bisogno di un break, di un mesetto in un posto isolato e dimenticato (Cuba, Africa, Thailandia, che so), possibilmente da solo, e per fortuna, non necessariamente adesso.
Quello che sto facendo, ne sono convinto, è la cosa giusta (abbandonare tutto e tutti, per venire in Lussemburgo a lavorare per Amazon.com), ma ciò non toglie che sento il bisogno di “sgranchirmi le gambe” tra un po’.
Spero di non dimenticarmi.

E voi, niente “squarci” personali oggi? E dai, condividete qualcosa con me!

Update: dimenticavo quest’altra perla del Belli:
Vero però sempre mi par rimanere che la educazione che accompagna la parte dell’incivilimento, fa ogni sforzo per ridurre gli uomini alla uniformità: e se non vi riesce quanto vorrebbe, è forse questo uno de’ beneficii della creazione.
Il popolo quindi mancante di arte, manca di poesia. Se mai cedendo all’impeto della rozza e potente sua fantasia, una pure ne cerca, lo fa sforzandosi di imitare la illustre. Allora il plebeo non è più lui, ma un fantoccio male e goffamente ricoperto di vesti non attagliate al suo dosso.
Poesia propria non ha: e in ciò errarono quanti il dir romanesco vollero sin qui presentare in versi che tutta palesarono la lotta dell’arte colla natura e la vittoria della natura sull’arte.

Qui trovate i versi del Belli narrati a voce da Maurizio Mosetti.

La piccola supposta

Stamattina il buon “pera” (vecchia compagnia del servizio militare) ci ha allietato con una poesia aulica e toccante:

Siate come la piccola supposta
che quando è chiamata a compiere il suo dovere
lo fa fino in fondo
e senza mai guardare in faccia nessuno,
si mette subito in cammino cercando umilmente la propria strada.

E se qualcuno le si para davanti
dicendole con presunzione ed arroganza:
«Lei non sa chi sono io!»
intimamente sa già che non può essere altro che uno stronzo!

Come rimanere amici

Oggi ho passato una giornata solitaria in Lussemburgo, quasi sempre rinchiuso nel mio appartamento (attività: pulire, mettere a posto, mangiare, dormire, ascoltare musica… Bruce Dickinson e Vasco), tranne un’oretta di footing in tenuta ginnica. Oggi c’era il sole ;-)

Domandona che mi passa in testa: come rimanere amici con le persone che conosco in Umbria, e/o che ho conosciuto e conoscerò in giro per l’Europa?
Un modo potrebbe essere quello di comunicare con loro almeno ogni tanto, nella speranza che serva da spunto per conversazioni online, telefonate, skypate, chattate e simili. Lo so, non è il massimo, ma piuttosto che non sentirsi del tutto… no?
Voi avete consigli?

A breve proverò a mandare una sorta di “newsletter” ai miei amici, con cadenza mensile… vediamo come la prendono!