Archivio mensile:novembre 2009

Noi italiani

Ero a Monaco (Principato) il 12-13 novembre, al Monaco Media Forum.
Qui qualche foto.
La sera del 12, giovedì, ho passato qualche piacevole ora in compagnia di alcune persone, tra cui John Lilly, CEO di Mozilla, dopo aver assistito alla premiazione di Wikipedia e Jimmy Wales.
Mi raccontava di essere stato in Italia solo pochi giorni prima, e di aver avuto l’immenso piacere di essere derubato a Roma, senza nemmeno accorgersene. Zaino in spalla, CHIUSO, e nonostante questo sono riusciti a rubargli una macchina fotografica e relativo obiettivo, per un valore di qualche migliaio di dollari.
Ecco, questo è il ricordo che l’Italia lascia ai suoi visitatori.
Altri paesi, altre città non sono esenti da episodi del genere, ma chissà perchè, ogni volta che si nomina Roma o Napoli, viene sempre fuori qualcosa del genere.
E cosa possiamo fare?

Io una cosa la faccio: a tutti quelli che mi dicono cosa visitare in Italia, consiglio caldamente di EVITARE Roma e Napoli. Perchè, mi chiedono? Perchè a Roma e Napoli ti inculano come niente.
La verità, tutta la verità.

Lo so, dispiace anche a me: a Roma ci ho lasciato due pezzi di cuore, in due momenti diversi della vita. E Napoli, che putroppo conosco poco, so che è una città fantastica. Però la verità è che se sei turista e non stai più che attento… Non c’è scampo.

UPDATE: in effetti, dopo qualche commento costruttivo qui e su FriendFeed (e qualche altro commento imbecille, che ignoro), sembra che la mia “percezione” della gravità degli scippi sia sbagliata, e sembra che Roma e Napoli non siano le peggiori, dopotutto.
Bene, ammetto l’errore: ora però trovatemi delle statistiche sugli scippi in Italia, perchè IO NON LE TROVO. Così vediamo se sono solo io ad avere torto, no? :)

I like trains

Era il 23 novembre 2008. Ero a Roma, con Luca.
Era freddino, ma c’era un bel sole, e la gente camminava svelta in Via Nazionale.
Luca ha una grande passione e competenza per girare e montare video, e io sono così rompipalle da avere qualche volta delle geniali alzate di testa: “Perchè non facciamo Fifty People, One Question in Italia? Perchè non lo facciamo ORA?”
E così Luca riprende, io col microfono in mano provo a far parlare i passanti. Uno su venti risponde. Gli altri diciannove scappano. Arriva anche il buon Nicola Mattina, colto impreparato in una domenica romana sbracatissima.
Una signora, bugiardissima, alle 16:30 della domenica pomeriggio mi scarta con l’agilità di Ronaldo, dicendo che “deve aprire il negozio”. La cazzata più assurda che abbia mai sentito. E poi il barbone che, seduto a dieci metri di distanza, ha riso tutto il tempo. E la canzone, anzi LA canzone, che chiudeva in bellezza quella giornata incredibile.
Ecco, l’amicizia è questo, avere un ricordo che rimarrà per sempre.
E poi vai a Ravenna per il Nanosocial /02, e Luca ti sorprende col video, montato, con una musica incredibile di I Like Trains, scelta dalla dolcissima Paolina, che dopo nostri contatti ci hanno risposto ed autorizzato ad usare la loro musica per fini non commerciali. Grazie, di nuovo.
E poi Sara Rosso che gentilmente mette i sottotitoli, per poi pubblicare il tutto su Vimeo. Guardatelo, ne vale la pena.

Che bei ricordi. Che bella gente.

No Berlusconi Day… Not.

Si parla tanto di questo No Berlusconi Day del 5 dicembre a Roma.
Francamente mi sembra un grosso errore, e vi spiego perchè.

In Italia si fa politica in maniera democratica, ovvero la gente vota, i candidati vengono eletti, e poi governano.
Personalmente non ritengo la democrazia adatta ad un mondo di mass media, proprio perchè sono i soldi che poi “spostano” l’ago della bilancia a favore di qualcuno, il cui qualcuno investe soldi per avere ritorni personali.
Questo mio modo di vedere non è riferito a Silvio Berlusconi, è una cosa che penso valga in tutte le democrazie.

Ciò non significa che esista un altro sistema migliore. O almeno, io non lo conosco. Ho qualche idea, ma rimangono idee.

Il 5 dicembre a Roma viene organizzata una manifestazione (diritto sacrosanto) per chiedere le dimissioni di Berlusconi.
Secondo voi Berlusconi vi ascolta? Ne dubito.
Lo fate per ricostruire una sinistra che da anni vaga tra le nebbie senza identità? Potrebbe funzionare.

Il risultato più duraturo, però, è mostrare a tutti quanto siamo fessi. Quel tipo lì lo abbiamo (anzi avete) votato, è stato eletto democraticamente. Conflitto d’interessi, par condicio? Ci poteva pensare Prodi quando era al governo.

C’è sempre questa tendenza ad identificare il problema nelle persone elette. Sbagliato.
Il problema siamo noi italiani. Ognuno ha i politici che si merita.
La politica è una CONSEGUENZA della classe dirigente di un paese, della sua storia, dei suoi legami economici col resto del mondo.

Pertanto, una manifestazione del genere secondo me è un errore: convincerà molte persone che questa è la strada per risolvere le cose. Non lo è.

La strada per risolvere le cose è… (Pugnalato alla schiena da sicario sconosciuto. Morto.).

Internet for Peace

Dico la mia: avevo già espresso le mie perplessità al buon Riccardo Luna di Wired il quale, va detto, è uno che ascolta umilmente da tutti, cosa più che rara in Italia. Semplicemente, non ritengo una buona idea candidare Internet per il Nobel per la Pace. Ne parlano anche Massimo e Nicola, tra gli altri.
Per chi fosse interessato a saperne di più, qui il sito di riferimento: internet for peace.

Dico che non sono d’accordo, che non è una buona idea, eppure mi sono iscritto anche io sull’apposito sito web per “dare una mano”! Come mai, direte voi?
Il motivo è semplicissimo: tremo anche solo all’idea che a vincere il Nobel 2010 per la Pace sia… Avete capito chi, vero?
Purtroppo non sto scherzando. E’ davvero così.
Vi prego, vi prego, vi prego: fate in modo che a vincerlo non sia Lui (lo metto maiuscolo che sennò si offende). Non lo merita. Anti-B o Pro-B, non importa: non potete accettare che il Nobel per la Pace vada a lui. Punto.

Altro che banda

Sono all’Aeroporto di Parigi, Charles De Gaulle.
Connessione ad internet TEORICAMENTE a 2 Mbit/s. Il problema è che la latenza fa schifo. Non si riesce a parlare su Skype. Non si riesce a navigare agevolmente. Un casino.
E non c’è alternativa. Avevo un’ora a disposizione per fare email urgenti, ne ho fatte solo una piccola parte.
CGG: #fail.
E sta roba te la fanno pagare pure dieci euro.

Ecco, il problema non è la banda: è la QUALITA’ DELLA CONNESSIONE.
Questa, bisognerebbe migliorare. Altro che storie.

Assisi e Second Life: che ne pensi?

Come forse sapete, due anni fa abbiamo costruito una riproduzione della Basilica di San Francesco di Assisi in Second Life. Qui potete vedere foto, filmati e altro.
A suo tempo ho acquistato l’isola, e poi l’ho mantenuta fino ad oggi.

Al momento non sto usando l’isola di Assisi, e sto pagando circa 250 euro al mese per mantenerla.

Se hai una idea su come usarla, sono disposto a prestarti l’isola se mi paghi il canone.
Puoi organizzare tour guidati, lezioni di architettura, vendita di oggetti, matrimoni, eccetera. La cosa importante è che l’utilizzo non offenda nè l’istituzione del Sacro Convento Francescano, nè i credenti.

Se hai idee, scrivimi: simone punto brunozzi at gmail punto com.

Se non riceverò proposte interessanti, penso di metterla in vendita ad inizi dicembre.

Ciao :)

Crocifuggo

La questione italiota del crocifisso nelle scuole mi fa ridere.
E’ una battaglia di bolle di sapone, una lotta effimera che nella sostanza non cambierà le cose di una virgola.
Allora, secondo me, da questa battaglia bisogna crocifuggire.
Se proprio avete tempo da perdere, guardatevi Zeitgeist, che non sarà tutto verità, ma almeno qualche legittimo dubbio ve lo insinua.
Oppure chiedetevi in che stato si trovino le scuole italiane… Ecco, quello è un problema serio.
Altro che crocifissi.