Archivio mensile:gennaio 2010

Esperienze di Singapore

Mi aspettavo che Singapore fosse efficiente, smart, snella. Lo è.
Ieri avevo il mio appuntamento agli uffici governativi per ottenere il mio permesso di lavoro.
L’appuntamento era alle 10:30. Arrivo alle 10:20, una gentile ragazza mi accoglie, mi porta ad uno dei chioschi elettronici, scannerizza i miei documenti, e subito esce un foglietto con nome e numero. Mi accomodo, attendo qualche minuto, e poi il mio nome appare sugli schermi. Una gentile signorina, Lisa, mi aiuta a sistemare le mie carte, mi fa firmare una sola volta, e tutto è sistemato alle 10:40. Niente male.

singapore_govt-offices

Le fototessera non andavano bene, dato che i miei occhiali coprivano parte dei miei occhi. Ho fatto 20 metri, sono entrato nell’ufficio stampe, e mi sono fatto fare delle nuove fototessere, in 4 minuti, e poi sono tornato di nuovo agli uffici. Sono uscito dall’edificio alle 10:50.

singapore_govt-offices2

Ho poi avuto un’altro appuntamento in banca, per aprire un conto, ed è stato snello e veloce anche quello. Ho sottoscritto un contratto telefonico con SingTel, dove mi danno 500 minuti, 500 sms, 12 GB di traffico al mese, e un nuovo iPhone 3Gs 32 GB, al prezzo di 98 S$ al mese (ovvero, circa 47 euro). Niente male.
Poi ho pranzato con degli amici italiani.
Sì, Singapore è efficiente.
Domenica ho preso la metro, sono uscito a Bugis, ho comprato un po’ di verdura e frutta al supermercato, poi sono entrato dal barbiere giapponese, dove mi hanno fatto un taglio perfetto per 10 S$ (4,8 euro), mentre mi leggevo SuperFreakonomics sul mio Kindle :)

singapore_kindle-barber

Caro lettore, ti auguro buona domenica. A presto!

Statistiche Social, atto secondo

Il 24 giugno 2009 avevo scritto un post, elencando alcune “statistiche” dei miei social Network. Ve le ripeto, evidenziando in grassetto tra parentesi le statistiche aggiornate ad oggi, 16 gennaio, dopo circa 190 giorni.

Facebook: 1.073 amici (ora 1.298)
Linkedin: 970 connections, 18 recommendations (ora 1.282 e 24)
Twitter: 1.965 followers, 3.424 updates (ora 2.639 e 4.457)
FriendFeed: 150 subscriptions, 500 subscribers, 238 comments, 474 likes (ora 587, 1.060, 1.927, 1.497)
Flickr: 287 contatti, 5.094 foto, 8.791 views. (ora 336, 6.956 e 100.176, wow!)

Blog Ubuntista.it : 953.365 visite (ora chiuso) (ora 1.005.257)
Blog Brunozzi.it : 6.817 visite (aperto da poco) (ora 28.150)

Queste statistiche hanno un valore relativo, ma le tengo come “segnaposto”.

In bocca al lupo, G!

Ciao Simone,
Non mi conosci, ma io conosco te perchè sono un tuo grandissimo ammiratore e seguace delle tue “imprese” fin dalla notte dei tempi (le letture sul tuo blog riguardanti le tue esperienze lavorative sono tra le più piacevoli che si possano trovare in rete).
Non voglio farti perdere tempo, volevo solo dirti che apprezzo molto tutto quello che scrivi e la forza che riesci a trasmettere ai tuoi lettori. Ho 23 anni e sono uno studente di ingegneria informatica quasi al termine del suo periodo di studi, e recentemente sono riuscito ad ottenere una proposta di tesi presso un’azienda in California. Sono assolutamente spaventatissimo alla sola idea di partire completamente solo e stare almeno 6 mesi via da casa e da tutti i miei amici e affetti (soprattutto perchè non sono mai stato negli USA), ma sappi che se troverò il coraggio per buttarmi in questa folle impresa sarà anche grazie alle fantastiche esperienze che racconti con entusiasmo sul tuo blog.
Interpreta questo mio piccolo messaggio come un segno di riconoscimento per i tuoi magnifici post.
Grazie ancora e buona fortuna per il futuro.

Che bello. Ricevere una email come questa ti può solo rendere felice.
Era il 2002, avevo 25 anni. Stavo completando la mia laurea triennale in Informatica a Perugia, e avevo deciso che a novembre, dopo la tesi, sarei andato a Trento per la specialistica. Il Presidente, Prof. Corrado Priami, si è reso disponibilissimo ad ogni occasione. In gamba, simpatico, col suo accento toscano e il suo viso da buono.

A luglio scopro che esiste una borsa di studio per andare in California, col programma EAP (Education Abroad Program). Ne facevano parte le università di Trento, Padova, Bologna. Mi infiammo subito e decido che ANDRO’ IN CALIFORNIA. La domanda scadeva ad agosto 2002, e uno dei requisiti era essere già iscritti all’Università di Trento. Provo a convincere il funzionario a fare una eccezione: la risposta? IMPOSSIBILE.
Decido di non darmi per vinto: scrivo una raccomandata a Rettore, Preside di Facoltà, Presidente del corso di Laurea. A pochi giorni dallo scadere mi giunge la risposta: ammesso con riserva. Passo luglio e agosto a guardare film in inglese, a leggere in inglese, oltre che a preparare gli ultimi esami.
Faccio le selezioni, le supero. All’orale mi chiedono di Assisi e del terremoto. Conosco Matteo, e diventiamo subito amici per la pelle, bevendoci una bottiglia di nonricordocosa e DUE bottiglie di Cannonau all’Accademia, un bar di Trento.

Nel 2003 succedono tante cose: la mia ragazza di allora, Silvia, mi lascia dopo quattro anni. Cado in depressione. Dico ai miei genitori delle cose che avrei vovuto dire da dieci anni. Accettano, e mi capiscono. L’8 settembre arrivo in California per la prima volta. Qui trovate alcune foto.
Vinco le paure, mi faccio coraggio, e passo cinque mesi bellissimi a UC Irvine, Orange County.

Allora, G, in bocca al lupo per la tua nuova avventura! Spero che sarà un bel ricordo come la mia :)

Food, Inc.

“Food, Inc.” è il nome che potrebbe avere una azienda alimentare globale, ma è anche il titolo di un raffinato documentario sull’industria del cibo e le molte cose che non si sanno (qui la pagina wikipedia in inglese… Chi ha voglia di scrivere quella italiana?). Un particolare importante: il film è prodotto da Magnolia pictures, fondata da Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks, uno dei più straordinari imprenditori (ed evangelisti) della storia.

Il trailer del film è qui (non è possibile fare embed).

Il docufilm è narrato da Michael Pollan e Eric Schlosser, autori di libri, esperti del settore, e storici sostenitori della necessità di un approccio sostenibile alla produzione e consumo del cibo e della carne.

Non voglio rivelarvi i particolari del film (alcuni dei quali potrebbero già essere noti), ma piuttosto: esortarvi a guardarlo, a segnalarlo ad altri. Parliamone. Leggetevi anche qualcosa di Monsanto Company, un gigante da 45 miliardi di dollari che io già conoscevo per altri motivi, e che detiene i brevetti per migliaia di piante, cereali, granturco.
Il disastroso stato in cui versa l’industria alimentare americana, purtroppo, ha delle conseguenze anche dalle nostre parti.
E’ anche questo uno dei motivi che mi ha spinto, il 1 maggio 2009, a diventare vegetariano: la carne, infatti, NON fa bene alla salute dell’uomo, e personalmente mi è più facile rinunciarvi del tutto che non ridurre semplicemente le dosi.

Purtroppo mi convincono poco le “5 things you can do now”. Certe cose funzionano se viene smossa una grande massa di persone. Ci credo poco che milioni di persone accetteranno di pagare di più o perdere tempo a chiedere cibo migliore, quando altri milioni continueranno a comprare schifezze e portare i loro figli da McDonald’s.

Speriamo vengano fuori soluzioni migliori.

Beh, cosa ne pensate?

Lavorare per Amazon a Singapore?

Si può. Qui trovate tutti i dettagli in inglese. Si tratta, signori miei, della bella/cattiva opportunità di diventare miei colleghi. Che ne dite? Potete spargere la voce a chi secondo voi può essere interessato?

Ecco le quattro posizioni disponibili:

1. Solutions Architect

2. Sales Account Manager

3. Data Center Technician

4. Data Center Manager

Ci sono poi alcune posizioni aperte anche in Europa.

Non dimenticate di segnalare me (Simone Brunozzi) come referente.

Looking for Eric

Non guardo mai la TV, e raramente mi capita di guardarmi un film al computer.
Ho appena finito di guardare Looking for Eric. Bello. A parte un inglese strettissimo, tanto da richiedere forzatamente i sottotitoli, mi ha colpito, mi è piaciuto, per quasi due ore mi ha fatto dimenticare le solite stronzate tipo Transformers.
Il finale è spettacolare, e geniale. E gli attori mi piacciono tanto. VERI, autentici.
Dopo questo film, mi sono reso ancora più conto di quanto facciano pena certe cazzate di Hollywood. Incluse anche certe serie TV (questa è una frecciatina speciale :D).

Guardatelo.

Nexus One

Forse sono il primo italiano a mettere le mani su un Nexus One (o forse mi batte il buon Antonio Dini), e devo dire che l’impressione è ottima. Presto vi scriverò qualche dettaglio… Intanto, beccatevi questa foto!

nexus-one