Archivio mensile:agosto 2010

L'ennesima lettera al Partito Democratico: la mia

Leggo di Veltroni, e poi di Bersani, che ci propinano delle noiosissime, retoriche “lettere” attraverso noti quotidiani italiani.
Leggo di una ben più sostanziosa, fresca, snella ed efficace lettera del buon Nicola Mattina che, non potendosi permettere un quotidiano a tiratura nazionale, la pubblica nel suo blog.

Come Antonio Tombolini, neanche io sono un elettore del Partito Democratico. Quando posso, voto scheda bianca. Spiegare le ragioni sarebbe lungo, ma posso sintetizzare, in breve, che lo faccio perchè non credo che questo modello di “rappresentanza” riesca ad ottenere alcun cambiamento sostanziale, in meglio, per lo stato delle cose in Italia.
Ma il punto di questo post non è a chi io dia il voto.

Il punto è questo: voglio anche io scrivere l’ennesima lettera al Partito Democratico.
Ancora più semplice ed essenziale di quella, da me molto apprezzata, di Nicola.

“Spettabile Partito Democratico,
sono convinto che non c’è modo di cambiare il modo in cui tu funzioni, di eliminare il nepotismo, i favoritismi, di cacciare i miopi burocrati che imperversano tra le tue file.
Di conseguenza, non appena una persona illuminata, aperta, giovane e onesta, avrà voglio di fondare un altro partito, un partito che faccia della trasparenza e della partecipazione i suoi cavalli di battaglia, io voterò quel partito (nonostante sia poco fiducioso dell’attuale sistema elettorale), e farò di tutto per spargere la voce e fare in modo che più elettori possibile scelgano di preferire questo nuovo partito al “vecchio” Partito Democratico, e che presto si formi una classe dirigente anch’essa illuminata, aperta, giovane, onesta.
Ti auguro una vecchiaia serena, in attesa di una tua, spero imminente, dipartita dalla scena politica italiana.
A te, quindi, auguro una morte vera e propria.
A quelli che costituiscono la tua classe dirigente, auguro di non potersi riciclare in questo nuovo partito senza un vero ed onesto cambio di mentalità.
Questo nuovo partito, infatti, non avrà nomi di piante, di fiori o di erbe.
Si chiamerà semplicemente: Partito Transparente.
Transparent Party
, per chi lo seguirà from abroad.
Ah, dimenticavo: la gente ha le sue cose a cui pensare.
La gente preferisce la semplicità e la BREVITA’.
Magari, la prossima volta, cerca di farci caso.
Cordiali saluti.”

Saviano incontra Bono

Roberto Saviano, in un modo o nell’altro, lo conosciamo tutti.
E tutti ne abbiamo una qualche opinione, positiva o meno.

La mia opinione è che non tutto quello che dice è perfetto, e che a volte si sofferma troppo sulle differenza tra sinistra e destra italiana, differenze che secondo me sono minime. E questa è la fine delle cose negative.
Quelle positive? Che Roberto Saviano rischia la vita in nome dei suoi ideali. E non è cosa da poco, affatto, soprattutto per un ragazzo di 31 anni.

Roberto Saviano una mattina riceve un invito. E’ Paul David Hewson, altrimenti conosciuto come Bono, il cantante leader della rock band U2. E’ in Italia, ha letto il suo libro e vuole conoscerlo.

Ne segue una intervista toccante, splendida, che trovate su Repubblica.
Ringrazio Lisa per avermi invitato a leggerla.
E invito anche voi a farlo.

Tanti impegni, poco tempo per il blog

Ecco perchè negli ultimi nove giorni non ho scritto nulla. Ho preso 7 aerei in 4 giorni, parlato a diverse conferenze in India e Tailandia, lavorato molto. Per mia grande fortuna, il mio lavoro mi piace un sacco :)

Sto pensando di fare una “cosa” riguardante le ferrovie in Italia. Ho poco tempo disponibile, ma credo sia interessante pensarci. Voi che ne dite? Lo so, sono vago… :)

Bravi giornalisti… Not!

Leggo con stupore il pezzo del giornalista Edoardo Segantini sul Corriere.it, riguardante l’accordo Google-Verizon che ha effetti sulla cosiddetta “Neutralità della Rete”.
Stupore, perchè… Beh, ve lo spiego così.

Siccome esistono giornalisti che non capiscono quasi nulla di tecnologia, ma si permettono comunque di scrivere articoli del genere… Allora io, che sicuramente non capisco nulla di giornalismo, mi permetto di dire che Segantini dovrebbe evitare di scrivere articoli su tali argomenti. Punto.

Un punto, però, a favore di Segantini lo devo menzionare: in calce alla firma Segantini mette la sua email. Una cosa non banale, in un sito antidiluviano e parassitario come quello del Corriere.it, che spesso “ruba” immagini protette da licenze Creative Commons, oppure “ruba” notizie da giornali esteri, modificandole leggermente, spesso senza citare la fonte, e quasi sempre senza mettere alcun link alla notizia originale. Spero vivamente che il responsabile dell’edizione online di Corriere.it riesca velocemente a colmare certe lacune di base… Altrimenti, il sito del Corriere lo vedo messo male.
Ah, dimenticavo: quando cerchi di vedere i video sul sito del Corriere, c’è una tale quantità di pubblicità intorno al video che sono sempre più tentato di chiudere e non visitarlo mai più.
Che cialtroni.

Una vera soluzione per l'Oil spill del Golfo del Messico

In queste settimane ci hanno martellato col problema dell’Oil Spill nel Golfo del Messico, dimenticando che ci sono altre decine di tragedie ambientali che passano inosservate nel silenzio dei media.

In ogni caso, il problema dell’Oil Spill richiede una soluzione ALTERNATIVA, ovvero:

Immaginiamo di poter quantificare il danno ambientale dell’Oil Spill. Immaginiamo che sia 50.
Guardiamoci attorno nel mondo, e cerchiamo altri problemi ambientali in cerca di soluzione. Ne troviamo cinque che hanno danno 10 ciascuno, per un totale di 50.
Risolvere il problema ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico costa una cifra: diciamo 60 miliardi di dollari.
Risolvere gli altri cinque problemi costa 6 miliardi ciascuno, per un totale di 30 miliardi.

E’ possibile risollevare un po’ le sorti ambientali del pianeta A META’ PREZZO. Anche se immagino che ci siano opportunità ben più ghiotte di “investimento” ambientale.
Purtroppo, per come funziona la macchina mediatica, se Obama dice agli americani “Ora questi soldi li investiamo in Borneo, India, Afghanistan, Liberia, e lasciamo il Golfo nella merda”, lo impiccano e eleggono un presidente di estrema destra. Quindi questo non succederà.

Questo fatto, però, ci insegna una cosa: non è l’ambiente che quelle persone hanno a cuore. E’ il PROPRIO ambiente, che hanno a cuore.

Tu preferiresti donare 1000 euro ad un poveraccio italiano, sapendo che probabilmente non gli risolvi la situazione, o ad un contadino africano, sapendo che gli cambi la vita per sempre?
Credo la prima.

Quanto siamo ipocriti, in certe cose.

La soluzione di tutti i problemi

Oggi penso molto.
Penso che la soluzione di tutti i problemi sia molto più semplice di quanto si creda.

Prostituzione? Se i clienti smettono di chiedere servizi, le prostitute cessano di lavorare. I magnaccia si stufano, vanno altrove.
Ambiente? Le vacche inquinano più delle auto. Se i consumatori smettono di mangiare carne di vacca, l’inquinamento si riduce. Il disastro ambientale della fauna marina si ridurrebbe drasticamente se smettessimo di mangiare pesce, e quindi di alimentare l’industria ittica.
Evasione fiscale? Se i clienti esigono una ricevuta sempre, l’evasione non esiste.

Tuttavia, i puttanieri non smetteranno di andare a puttane, la carne e il pesce non scompariranno dalle tavole, gli evasori continueranno ad esistere.
Finchè…

Finchè i giusti incentivi non saranno in gioco.

A chi tocca mettere gli incentivi giusti? Ai politici.
Chi guida i politici? Chi li vota.
Chi vota? Noi.

Purtroppo, la soluzione sarebbe semplice, ma non esiste ancora un modo pratico ed efficace per donare ad un popolo una sorta di intelligenza collettiva.

Dovremmo essere più api, più formiche, e spendere meno tempo a guardare la TV.