Archivio mensile:dicembre 2010

Assisi

Ebbene sì, dopo qualche giorno in India (Mumbai e Goa) e ad Istanbul, ieri sera sono atterrato in Italia. Ora sono ad Assisi, la mia città natale.
Conto di fermarmi per circa tre settimane. A tutti voi, cari auguri di un felice Natale :)

Messaggio per ProssimaItalia.it

Non voglio entrare nei dettagli politici.
ProssimaItalia.it “sarebbe” il nuovo social network di un gruppo politico italiano (perdonatemi ma preferisco questa definizione generica).
Io lo chiamo semplicemente sito web, o portale. Social Network non è.
Invito chi gestisce ProssimaItalia, o chi ne cura il design, a riflettere sulle loro manie di grandezza.

Non ce l’ho con chi ha lavorato per rendere disponibile questo sito. Sto solo invitando chi di dovere a rendersi conto che così non si va da nessuna parte.

Sogno fiorentino

Firenze è nei guai, causa neve e maltempo.
Qui alcune dichiarazioni del sindaco Matteo Renzi, che non conosco ma che fino ad ora si è guadagnato la mia piena fiducia come persona, prima ancora che come politico.

Siamo tutti bravissimi a lamentarci, spesso senza nemmeno sapere a chi dare davvero la colpa. E così, si spara un po’ a caso.
Io stesso, in passato, mi sono incazzato come una faina con Trenitalia. In quel caso, credo a ragion veduta, ma potrei sbagliarmi.

In ogni caso, ho un “sogno fiorentino”: che la prossima volta che succede una cosa del genere, se ne esce qualcuno che installa online una versione di Ushahidi, o ne crea una “ad hoc”, e la gente smette di incazzarsi e inizia a collaborare, sorridendo, per risolvere insieme un problema.

Anche perchè è vero che l’Italia è bloccata, ma tra pochi giorni tutto torna normale. Quattro miliardi di persone nel mondo, invece, i loro problemi se li tengono per tutto l’anno.

Disperato, Erotico, Stronz

(poco fa vi dicevo del Post Sotto L’Albero, o PSLA 2010. Ecco, questo è il mio, di post, che con piacere vi ripropongo qui)


(questa foto mi ricorda il periodo natalizio dell’anno scorso. Ore e ore di ritardo in treno per raggiungere Venezia)

Disperato, Erotico, Stronz

Mi viene in mente quella canzone di Lucio Dalla, così strana e insolita: Disperato, erotico, stomp.
Vivo lontano dall’Italia da un po’ di anni, e ogni volta che penso all’Italia, specialmente per Natale, ho una visione sempre più distorta delle mie memorie. Alcune si fanno più vive e accese; altre sbiadiscono. Ricordo una canzone, una via, un albero, un volto, e ne dimentico cento altri.
Però è col Natale che certe cose ti tornano in mente con più frequenza.

Per noi italiani il Natale è qualcosa di importante fin dall’infanzia e – insieme al Capodanno e all’inizio del nuovo anno – sono le migliori occasioni per “fare il punto” della propria vita e tirare fuori i famigerati buoni propositi di cui ci dimenticheremo già dopo pochi giorni. Quello classico è: “Basta abbuffate! Ora mi metto a dieta!”, poi arriva il giorno della Befana e giù torta, dolci e roba grassa, tutto condito da abbondanti vini e spumanti.

Del Natale, qui a Singapore, gliene importa ben poco. Qui convivono molte religioni diverse: quasi metà sono Buddisti, un sesto sono musulmani, un sesto cristiani, un sesto atei, qualche taoista e induista. Lo stesso vale per le lingue, le quattro ufficiali sono inglese, cinese mandarino, tamil e malese. Le feste davvero importanti sono spesso legate alle tradizioni cinesi, e poi un Natale con caldo e umidità, senza la minima speranza di vedere un po’ di neve o godersi il tepore del bavero del cappotto sulle guance… No, non è un Natale come lo conosciamo noi.
Al limite, è una scusa per fare compere con ritmi ancora più frenetici del solito. Sì, se pensate che gli italiani siano consumisti e materialisti, venite a Singapore, e poi ne riparliamo.

Tra qualche giorno torno in Italia, dove passerò un paio di settimane a mangiare prelibatezze, incontrare vecchi amici, abbracciare la mia famiglia e i miei parenti cari. E guarderò con occhi nuovi le cose familiari dei miei primi trenta anni di vita. Assisi, le luci, la gente che compra i regali, le viuzze, l’atmosfera. E sentirò di nuovo vicini i miei amici cari, ma al tempo stesso li sentirò più lontani di prima, diversi… Perchè loro sono cambiati, e io anche. Forse di più di quanto non mi aspettassi.

E’ normale. Siamo esseri umani, e cambiamo anche in base a ciò che viviamo, alle nostre esperienze. Vivere lontani, in Asia, significa fare esperienze molto diverse. Vivere a Singapore, e viaggiare in India, Cina, Australia, Corea, Giappone, significa sperimentare stili di vita molto diversi tra loro, e sicuramente diversi da quello mediterraneo o quello milanese. E si cambia. E non ci si accorge nemmeno del cambiamento.

Ogni tanto leggo online di un “cervello in fuga”, che spesso spara a zero sull’Italia e loda la sua ritrovata serenità e benessere. Ricercatori scappati a Londra e ora felici e contenti con stipendi grassi e fondi generosi per fare i loro esperimenti. Imprenditori che trovano il successo grazie a investitori svegli e capaci, regole più semplici, mercati più ricchi. Ingegneri, informatici, biologi che scelgono la via delle grandi multinazionali, come ho fatto io, e si ritrovano in ambienti di lavoro meritocratici, con mansioni “fighe” e conti in banca che crescono. Oppure, coraggiosi e spavaldi che, disillusi dall’Italia, se ne vanno a fare i camerieri in cerca di altre opportunità, che spesso trovano.

Secondo me non è giusto, criticare e basta. Italia o non Italia, siamo liberi di fare le nostre scelte, di godere dei risultati, di soffrire per ciò che ci manca ogni giorno. Apprezzo chi ha il coraggio di partire, in cerca di fortuna e successo e soddisfazioni, ma anche chi rimane per scelta, o chi rimane per vincoli stringenti. E questo non succede solo in Italia. Il mio amico Kurt, americano, vorrebbe tornare a vivere a Singapore, ma non può perchè i suoi genitori sono anziani, lui è figlio unico senza moglie nè figli. Pensate, un americano che vive negli Stati Uniti, che vorrebbe vivere a Singapore per il resto dei suoi giorni. O il mio amico Tim, anch’esso americano, che ha vissuto due anni in Italia e sogna di andare in pensione presto, comprarsi un appartamento a Trastevere, e godersi Roma fino alla morte. La “America” degli anni cinquanta non è più l’America di oggi. Oggi è difficile capire dove, come, quando possiamo essere felici e trovare soddisfazione. Forse non dipende nemmeno dal dove, è qualcosa di più “interno”, più nascosto.

E’ vero, io ho trovato la felicità andando all’estero. Prima in Lussemburgo, ora a Singapore. Sono felice, più felice di prima. Ho avuto momenti duri, tristi, difficili, ma anche tante opportunità per mettermi alla prova, riuscire, e guadagnare fiducia dai miei successi. Per me è stato l’estero, per altri può essere qualcos’altro.

Il Natale per noi è sempre un momento di riflessione anche e soprattutto sulla nostra felicità e soddisfazione personale. E spesso, per noi italiani all’estero, è anche un momento per chiedersi se ci manca l’Italia, se e quando torneremo, se ha senso tornare. Alcuni sono persi per sempre, rimarranno dove sono perchè lì sono felici, perchè non ci sono ragioni per tornare. Altri rimarranno col dubbio. Altri sanno che torneranno, e forse lo faranno presto.

In questi anni sto scoprendo tante cose nuove di me, di ciò che mi rende felice, di ciò che conta. E forse queste scelte di vita, questi luoghi, queste opportunità, sono esperienze che ci arricchiscono e che ci fanno capire sempre di più qualcosa di come siamo fatti noi. Noi, diversi da tutti gli altri, eppure così uguali.

Per questo Natale 2010, auguro a tutti quelli che leggono di riuscire a capire qualcosa di più, e gioirne, anche.
E ringrazio Sergio, il nostro Sir Squonk, che con un gesto apparentemente semplice e quasi banale riesce invece a darci una occasione per riflettere anche noi, una volta di più. Che non fa mai male.

Su Renzi, Berlusconi, e il popolo italiano

Non so se sono io. Non so se dipende dal fatto che vivo all’estero. O forse dipende dal fatto che cerco di valutare i fatti da un punto di vista fresco, non necessariamente legato a chissà quali ideologie, o opinioni lette altrove.
Fatto sta che tutta questa bufera su Renzi, e sulla sua visita ad Arcore a casa del premier Silvio Berlusconi, mi pare una grandissima buffonata.
Primo, Renzi ha fatto bene.
Secondo, i commenti che ho letto in giro, al riguardo, sono per la maggior parte PATETICI. Un ammasso di dietrologia, fanatismo, critica per il gusto della critica, miopia politica, provincialismo, e tante altre cose brutte e cattive.

Mi permetto, con tutta l’umiltà possibile, di suggerire a queste persone una cosa: è ora di cambiare mentalità, perchè così non andate da nessuna parte.

Qui uno screenshot dal sito del Corriere.it:

Auguri Nonno!

Oggi è il compleanno di Ottavio Gabbarelli, mio Nonno, che io chiamo affettuosamente Mimmo.
Classe 1918, Mimmo compie 92 anni, portati strabene.
Devo tanto a mio Nonno, dalla passione per la carpenteria, ai bei ricordi dei pomeriggi passati ad ascoltare i suoi racconti di guerra o della vita nell’Italia rurale degli anni Cinquanta e Sessanta.
Sono lontano, a Singapore, e lo rivedrò soltanto tra due settimane. Ma gli sono vicino col cuore.
Auguri, nonno!!