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Romanzo Nonovvio, Kindle edition

Nel 2006 ho pubblicato un romanzo: Nonovvio.
Anno 2025. Un ricercatore universitario in prigione, Riccardo Leone. E diverse “avventure”.
Non mi va di scrivervi una recensione, o di dirvi a chi è piaciuto, e perchè.
Vi dico solo questo:
E’ disponibile per Kindle, a 99 centesimi di dollaro. Ve lo scaricate in meno di un minuto, e iniziate a leggerlo. Se non vi piace, mi mandate una email e vi rimborso. Ok?

Se invece vi piace, gradirei molto una breve recensione su Amazon.
Buona lettura :)

L'auto che verrà

L’auto è due cose: un mezzo di trasporto, e uno status symbol.
Non voglio, per il momento, perdermi nella discussione su quanto sia accettabile, o stupido, o umano, o funzionale, usare gli status symbol per “sancire” la propria posizione nella società.
Se volete saperne di più, iniziate leggendo cosa sia l’interazionismo simbolico.

Quello di cui vorrei parlare oggi, invece, è dell’auto che verrà. L’auto del futuro.
Di quella che DOVREBBE essere, e di quella che invece sarà.

Prendo spunto da questa foto, si tratta di una Nissan Land Glider.

Nissan_Land_Glider

Si tratta di una auto “tandem” (due posti in fila), che si guida in maniera simile ad una moto: l’auto infatti “piega” in curva, fino ad un massimo di 17 gradi. E’ alimentata da batterie al litio e ha ovviamente motore elettrico. Può inoltre essere ricaricata a distanza, senza fili (wireless charging station).

Vedo con piacere che l’interesse per le auto elettriche sta aumentando. Un progetto interessante, che vi segnalo, è Better Place, un ecosistema di auto elettriche alimentate da batterie “scambiabili” e stazioni di “scambio”. Ho alcuni dubbi sulla “bontà” dell’azienda stessa, ma ne parliamo altrove.

Il problema delle auto è che sono VECCHIE. Sono state inventate più di un secolo fa, e nessuno sta cercando di ripensarle in chiave moderna.

Una auto “moderna” soffre dei seguenti problemi:
– E’ costosa da produrre e mantenere. Non ricordo dove, ma leggevo che nei paesi occidentali la voce “trasporto privato” incide per una cifra prossima al 20% sulle spese delle persone. Una enormità.
– Un’auto media pesa 1,5 tonnellate. Il che comporta problemi in caso di: urto con pedoni; urto con altre auto; trasporto delle stesse.
– Consuma un sacco di energia.
– Inquina.
– Richiede un guidatore.
– Viene usata per una piccola frazione di tempo.
– Viene in media usata solo una piccola parte della potenza disponibile.
– E’ ingombrante.

Nel mio romanzo Nonovvio, ambientato nel futuro, immagino un sistema di trasporto cittadino AUTOMATIZZATO, in cui i cittadini usano un dispositivo mobile (nel romanzo si chiama Giwiki) per prenotare l’auto all’ingresso della loro abitazione. L’auto arriva, e li trasporta rapidamente nel punto in cui devono andare.
Essendo automatizzata, la persona può fare altro nel frattempo. L’auto non deve essere pesantissima, perchè la sua traiettoria è controllata e non ci sono possibilità di impatto. Inquina zero. L’uso di queste auto viene ottimizzato, perchè si tratta di un gigantesco “car pooling” cittadino.
Se prendiamo come esempio Roma, con tre milioni di persone e oltre due milioni di auto, e consideriamo che ogni auto viene usata in media meno di due ore al giorno, possiamo facilmente ipotizzare che un sistema automatizzato possa ridurre il numero di auto necessarie ad una cifra, che so, cinque volte inferiore, ottimizzando al tempo stesso i trasporti e rendendo quindi le percorrenze più brevi, e risolvendo il problema traffico.
L’investimento di una cosa del genere sarebbe ENORME, e dovrebbe necessariamente passare in una fase di transizione.
Tuttavia, sarebbe un enorme beneficio per la città che lo utilizza.
Meno traffico.
Meno inquinamento.
Ottimizzazione delle risorse.
Risparmio.
Più tempo per le persone.
Meno incidenti. Forse zero.
Meno materiale sprecato.
Meno bisogno di parcheggi.
E così via.
Perchè nessuno fa niente? Perchè l’inerzia di una cosa del genere è gigantesca. Ci vorrebbe un colosso come Toyota, che prenda in mano una cosa del genere e la applichi, in maniera industriale e su grande scala, a molte città in contemporanea. Solo così si riuscirebbe a superare la barriera iniziale.

Invece, sto vedendo che le auto sono sempre più costose, sempre più pesanti, e i livelli di sicurezza aumentano, sì, ma gli incidenti e i danni diminuiscono anche perchè le auto SONO SEMPRE PIU’ LENTE, per via del traffico.
Secondo me aveva ragione lo “Zio” che nel film Johnny Stecchino dice che il problema di Palermo è IL TRAFFICO.
Ha ragione. Il traffico.
La terza è più grave di queste piaghe che veramente diffama la Sicilia e in particolare Palermo agli occhi del mondo.

Una IMPORTANTISSIMA implicazione dei sistemi di trasporto riguarda l’industria immobiliare. Come è noto, il costo e il valore degli immobili dipendono fortemente da speculazioni, ma anche dalla posizione di tali immobili rispetto ai luoghi di lavoro, ovvero al tempo necessario e alla comodità di poterli raggiungere.
Un sistema che ottimizzi il trasporto cittadino ha delle conseguenze ENORMI nei prezzi degli immobili. Probabilmente facendoli scendere. Ed ecco quindi il primo gruppo di persone interessate ad ostacolare qualsiasi tipo di innovazione di questo tipo.
E’ infatti lo stesso tipo di problema che riguarda i trasporti pubblici, o di collusione se vogliamo. I grandi immobiliaristi, detti “palazzinari“, hanno da sempre un rapporto stretto con chi gestisce i trasporti pubblici, perchè modificando i trasporti si modifica anche il valore di mercato di una area immobiliare.

E tutto questo ci porta alla politica, alle leggi, a tante altre cose.

Vorrei solo dire questo. Che abbiamo le tecnologie e le conoscenze per rendere la nostra vita migliore. Potremmo tutti lavorare, che so, 30 ore a settimana invece di 40 o 50 o addirittura 60. Potremmo arrabbiarci di meno nel traffico, sprecare meno risorse e denaro per le auto, e goderci di più la vita.

E il problema del nostro tipo di società, delle nostre cosiddette democrazie, è che di fronte a soluzioni intuitive e percorribili come questa, rimangono immobili, incapaci di attuare l’innovazione. E così finisce che quando l’innovazione arriva, è di solito per il puro beneficio di pochi oligarchi. E il resto degli uomini vive un moderno 1984 senza nemmeno rendersene conto, o ancora meglio, un Mondo Nuovo.

Che ne pensate?
Avrei molto piacere di leggere i vostri commenti. So che avete probabilmente da fare, e che scrivere un commento è una operazione faticosa. Ma io la apprezzo tanto.
Grazie.